Tiziano Ferro- “”Solo” è solo una parola”

Buongiorno a tutti!!

Oggi andrò ad occuparmi di una delle voci più uniche e particolari che abbiamo in Italia, nonché di un Artista che adoro moltissimo, visto che è capace di spaziare tra brani più ritmati e quasi R&B come “Xdono” e ballate strappalacrime come “L’amore è una cosa semplice”: come avrete certamente capito, sto parlando di Tiziano Ferro (a tal proposito, avete sentito che bomba è il singolo “La vita splendida”? E anche il suo ultimo album “Il mondo è nostro” è, a parer mio, il migliore della sua carriera, quindi vi invito ad acquistarlo) ed il brano oggetto di questo mio articolo si intitola “”Solo” è solo una parola” (2016), che è stato scritto interamente dallo stesso Tiziano e che è contenuto all’interno dell’album prodotto da Michele Canova “Il mestiere della vita”.

Il tema portante di questo gioiello di matrice urban è quello della solitudine, che è una delle piaghe sociali che più affligge la società odierna, ma quello di Tiziano è un invito alla rinascita (come si può dedurre dal gioco di parole presente nel titolo), soprattutto dopo la fine di una storia d’amore, che può lasciare nell’anima delle cicatrici indelebili e dei vuoti difficili da colmare (molto significativa ed ottimistica è, secondo la mia opinione, la frase iniziale del testo, che dice “Il cuore è andato in guerra, ma la vita non l’ho persa”).

Molto intenso è anche il videoclip, in cui Ferro e l’attrice Violante Placido sono protagonisti di una sfida dei sentimenti in cui si attraggono, si cercano e poi si respingono a vicenda, quindi guardatelo con attenzione, e poi fatemi sapere come voi reagireste di fronte alla fine di una storia d’amore!! Baci dalla vostra Anna R!!!

Stadio e Vasco Rossi- “Tutti contro tutti”

Buongiorno a tutti!!

Prima di iniziare, volevo solo dirvi che la mia scelta di pubblicare sul mio blog questo brano è ispirata alla famosa vicenda recente di Marco Bellavia (di cui saprete sicuramente già tutto, visto che la notizia era presente su tutti i giornali, quindi non sto a tediarvi), che, oltre ad avermi riaperto alcune ferite del passato, ha sottolineato ancora di più la superficialità di questo mondo, in cui tutti sono pronti a calpestarsi a vicenda pur di emergere, ed è proprio di questo che si occupa anche la perla di oggi, ossia “Tutti contro tutti”, che segna la seconda collaborazione degli Stadio con il Gigante del rock italiano Vasco Rossi (perché in realtà i due Artisti avevano già duettato nel 1984 nel brano “La faccia delle donne”), ed è contenuta nell’album “Miss Nostalgia” (2016).

Questo gioiello super rock scritto dal leader della band Gaetano Curreri con Saverio Grandi è appunto una denuncia verso la nostra società odierna basata più sull’apparenza che sull’essenza, che non sembra fatta per gli esseri umani puri, sensibili, intelligenti e di talento, perché a prevalere sono due tipi di persone, ossia coloro che vanno avanti grazie ad una serie di agganci giusti (ed è qui che entra in gioco il Blasco con l’emblematica frase “Non vince il più bravo, ma il più furbo di sicuro”), e coloro che sono intrise di superficialità, arroganza ed odio nei confronti di individui “colpevoli”, a loro dire, di avere dei modi di fare diversi dai loro standard, come è appunto successo nella casa del Grande Fratello Vip, in cui un branco di criminali ha letteralmente bullizzato e vessato un Uomo sensibile e perbene come Bellavia (ed appunto alla fine del brano Curreri dice una frase molto significativa, ossia “Bisognerebbe scoppiasse una rivoluzione, o che almeno tornasse la buona educazione”).

Scusate se mi sono dilungata con alcune considerazioni personali, ma il fatto è che questo brano lo sento molto mio, visto che in un certo senso ha un po’ a che fare con il mio vissuto, quindi adesso voglio che ascoltiate bene soprattutto il testo e che guardiate questo originale video diretto da Fabio Masi (che aveva già contribuito al video di un’altra canzone del mitico Vasco, ossia “Quante volte”)!! Baci dalla vostra “Anna R”!!!

Speciale “Mimi’ per sempre…1992”- “Dio c’è”/”Uomini farfalla”/”Il fiume dei profumi”

Buongiorno a tutti!!

Oggi concludiamo il nostro itinerario dedicato all’immensa Mia Martini parlando di un album molto importante nella sua carriera intitolato “Lacrime”, che è uscito nel 1992 e che contiene la celeberrima “Gli uomini non cambiano”, ma ovviamente, visto che il mio blog si occupa di tesori musicali nascosti, non mi occuperò di questo brano straordinario e famosissimo, perché voglio concentrarmi su tre brani semisconosciuti di questo album, ma che trattano tematiche profonde ed anche molto attuali, e che quindi meritano spazio: sto parlando di “Dio c’è”, “Uomini farfalla” e “Il fiume dei profumi”.

“Dio c’è” è un brano scritto da Mimmo Cavallo che si dimostra sin da subito coraggioso, perché qui la nostra Mimi’ tira in ballo Dio per denunciare con tutta la sua rabbia la superficialità che sta invadendo il mondo, che ormai non si fonda più sui sentimenti autentici (“Non ci sono più valori nella vita”), ma che è fatto solamente di ricerca del denaro (“E’ il desiderio del denaro che ci guida/Come un gas ci spinge su”) e di apparenza basata sul conformismo di massa (“Come indiani da riserva/Condannati in questa merda”), ed in effetti ci aveva visto lungo, infatti sono dell’idea che anche adesso stiamo vivendo in una società in cui tutti siamo omologati e che in fondo non ha mai accettato l’unicità dell’essere umano, quindi ascoltatelo tutta dall’inizio alla fine!!

Ora passiamo ad un altro gioiello di grande impatto emotivo scritto da Maurizio Piccoli e che doveva inizialmente essere presentato a Sanremo 1992, il cui titolo è “Uomini Farfalla”, che tratta un’altra tematica molto attuale (e questo dimostra anche il fatto di come la grande Mia Martini fosse già una persona con una mentalità molto più avanti rispetto a molti dei nostri politici italiani), ossia l’omosessualità, visto che la protagonista si concede a tutte le richieste dell’uomo di cui è follemente innamorata, tra cui anche l’incontro intimo con un terzo uomo, di cui la protagonista rimane fortemente affascinata, salvo poi rendersi conto che i due uomini non le davano attenzione perché attratti reciprocamente l’uno dall’altro (“Era dolce accarezzarsi/Fare un grande arcobaleno/Tenerezze quasi dure/Per un lampo di sereno”), condannando la protagonista alla solitudine (“Stasera qui mi trovo qualche amico in meno/E qualche buco in più nel cielo”), che qui viene accentuata e ben espressa da quest’interpretazione sublime!!

Ora terminiamo definitivamente il nostro itinerario con una gemma dolce e delicata scritta da Biagio Antonacci dal titolo “Il fiume dei profumi”, in cui la protagonista mantiene un rapporto epistolare con un uomo che in quel momento stava al fronte per combattere la guerra (e qui si presume che si parli della guerra del Vietnam, visto che il fiume dei profumi è quello che attraversa la città vietnamita di Hue), ma che allo stesso tempo ha deciso di sfruttare questa drammatica situazione per cercare di capire l’importanza del rapporto che ha con la sua donna sperando di tornare a riportarla a ballare come ai primi tempi della relazione, anche se poi viene assalito dal alcuni dubbi (emblematica è la frase “Ma ti ricorderai ancora di me?”): come vedete, anche qui siamo in presenza di un’interpretazione sublime, quindi ascoltate con attenzione!!

Bene, visto che l’itinerario speciale è terminato (e spero anche che lo abbiate apprezzato), ho ancora alcune domande per voi: quale dei tre brani postati oggi avete preferito? Avete mai vissuto una situazione simile a quella descritta nel brano “Uomini farfalla”? E in generale quale brano di Mimi’ vi è piaciuto di più tra tutti quelli che ho postato fino ad oggi?

Fatemelo sapere nei commenti, ed intanto, baci dalla vostra “Anna R”!!!

Speciale “Mimi’ per sempre”- “Che vuoi che sia…se t’ho aspettato tanto”

Buona serata a tutti!!

Il nostro itinerario alla scoperta della grande Mia Martini prosegue a gonfie vele con un brano scritto da Dario Baldan Bembo e da Paolo Amerigo Cassella intitolato “Che vuoi che sia…se t’ho aspettato tanto”, che è tratto dall’omonimo album del 1976, in cui la nostra Mia continua il suo viaggio all’interno della canzone d’autore, visto alcuni brani portano la firma di cantautori sopraffini quali Mango ed Amedeo Minghi, mentre gli arrangiamenti sono di Luis Bacalov.

Questa chicca pregiatissima, che venne presentata da Mimi’ anche al Festivalbar del 1976 ed alla Mostra Internazionale di Musica Leggera, tratta di un amore finito in cui inizialmente la donna si lascia prendere dal rimpianto e dalla nostalgia (“Che vuoi che sia/Se ho ancora un po’ di nostalgia”), ma poi prova a riacquistare con forza la dignità che aveva perduto per stare dietro a questa relazione (molto emblematica e significativa in tal senso è la frase “Se non è onesto sprecare il dolore/L’importante è non perdere il cuore”).

Anche la composizione musicale non è assolutamente banale, visto che, allo stile classico della melodia, vengono aggiunti strumenti del tutto nuovi, come ad esempio una chitarra distorta ed il greco Bouzouki (che è una specie di liuto), e ciò sottolinea ancora di più la cifra stilistica della Martini, che, grazie alla sua potenza vocale ad al suo pathos interpretativo, riesce sempre ad arrivare dritta al cuore di chi la ascolta.

Detto questo, spero che questa gemma arrivi dritta al cuore anche a voi, quindi buon ascolto!! Baci dalla vostra “Anna R”!!!

Speciale “Mimi’ per sempre”- “Amore…amore…un corno!”

Buona domenica a tutti!!

Da oggi parte un altro itinerario speciale, che sarà più lungo rispetto ai precedenti, ma questa volta ne vale davvero la pena, data la caratura dell’Artista in questione, che per me, insieme alla sua celebre sorella, è una delle migliori voci femminili che l’Italia abbia mai avuto, e che purtroppo è scomparsa il 12 maggio di 27 anni fa.

Avrete sicuramente capito che sto parlando della sublime Mia Martini, che con maestria ha saputo più di tutti raccontare le sofferenze amorose e le vicende dolorose dell’esistenza umana con un’intensità interpretativa fuori da comune, ed il primo brano che ho scelto per omaggiarla si intitola “Amore…amore…un corno!”, il cui album di appartenenza è “Oltre la collina” (1971), che consacrò definitivamente la sua carriera facendola entrare nell’olimpo delle Signore della Canzone Italiana, e che si occupa di argomenti molto forti e scabrosi per l’epoca, tra cui il conflitto tra genitori e figli (“Padre davvero”), la spiritualità (“Gesù è mio fratello”), il suicidio (“Lacrime di Marzo”) e la violenza sulle donne (“La vergine e il mare”).

Questo gioiellino, che partecipò al Cantagiro 1971, ed il cui testo dissacrante ed assolutamente non banale è stato scritto da Claudio Baglioni e da Antonio Coggio, parla della classica situazione amorosa in cui un uomo “utilizza” la donna solo come riempitivo per colmare la sua solitudine (“Torni proprio quando tu non puoi più stare solo/Io scema che ci casco e ti consolo”), mentre lei, nonostante tutto, continua a stare con lui sperando in un sentimento autentico, visto che ne è follemente innamorata (“Mentre io spero ancora in qualcosa di vero/Un amore sincero che non mi dai”).

Come già vi dicevo, tutti i testi dell’album trattano tematiche quasi scandalose per l’epoca, e questo non fa eccezione, infatti fu anche sottoposto alla censura televisiva e radiofonica attraverso la sostituzione della frase “e ti servo solamente dentro il letto” con “ti servo solamente quando è notte”.

Adesso, ascoltate bene la meravigliosa voce di Mimi’ e fatemi sapere se vi è piaciuta questa prima tappa del mio nuovo itinerario!! Baci dalla vostra “Anna R”!!!

PS: Prima mi sono dimenticata di dirvi che di questa perla esiste anche una versione di Claudio Baglioni, che è contenuta nel suo album “Gli altri tutti qui” (2006).

Ligabue e Mimmo Locasciulli- “Confusi in un playback”

Buon sabato a tutti!!

L’articolo di oggi è dedicato alla mia follower Margherita “Buonpalato”, che ha commentato con interesse alcuni miei articoli ed è una grandissima ammiratrice di colui che, insieme a Vasco, è l’esponente maschile più rappresentativo del rock italiano, ossia Ligabue, che ho deciso di omaggiare (visto che comunque piace molto anche a me), sperando di fare una cosa gradita.

Il brano in questione si intitola “Confusi in un playback”, che viene da me proposto nella versione di Liga in coppia con il cantautore abruzzese Mimmo Locasciulli, la cui vocalità profonda gli permette di affrontare in modo molto raffinato i mondi musicali più svariati creando delle eccellenti contaminazioni, come in questo caso, visto che rock e melodia si fondono alla perfezione.

Sapete perché sto parlando di “versione”? Perché, in realtà, questo diamante prezioso era stato originariamente interpretato in coppia con Enrico Ruggeri nella seconda metà degli anni ’80, ma nel 2016, Locasciulli, per celebrare i 40 anni della sua attività musicale, ha pubblicato il doppio album “Piccoli Cambiamenti”, che è un sorta di raccolta dei suoi più grandi successi riproposti in duetto con altri Artisti a lui molto legati, tra cui appunto il rocker di Correggio, che è da sempre molto grato al cantautore abruzzese, visto che è stato il primo a credere in lui dopo anni di porte sbattute in faccia.

Il testo di questo gioiello vuole invitare tutti noi a ricercare l’autenticità delle emozioni vere ed autentiche, e non preconfezionate con lo stampino come quelle proposte dai media, infatti qui il playback viene associato al gioco della vita, in cui i grandi si prendono la scena (“E i più grandi si prendono il campo/Tutto per sé”), impedendo così l’arrivo del futuro, e spesso sono le persone più fragili a risentirne (“E ognuno lascia un segno nelle persone più sensibili”).

A proposito, ho una domanda da farvi: voi tendete a manifestare le emozioni in modo esplicito oppure avete una tendenza all’autocontrollo?

Fatemelo sapere nei commenti, ed intanto godetevi questo magnifico video!! Baci dalla vostra “Anna R”!!!

Rino Gaetano- “Escluso il cane”

Buona serata a tutti!!

Inizio subito col dirvi che avevo in programma di pubblicare un brano molto più allegro, ma dopo gli ultimi avvenimenti di cronaca internazionale (e sapete sicuramente cosa intendo), ho preferito pubblicare un brano più struggente di un cantautore che si è sempre distinto per i suoi testi apparentemente ironici, ma che in realtà si occupano di attualità e di tematiche sociali in modo veritiero e senza filtri (e che purtroppo ci ha lasciati troppo presto): sto parlando dello straordinario Rino Gaetano, ed il brano scelto si intitola “Escluso il cane”, che è contenuto all’interno dell’album più emblematico della sua discografia, il cui titolo è “Aida” (1977).

Questo diamante blues mostra una nuova sfaccettatura di Rino Gaetano, che utilizza un’inaspettata vocalità roca e sofferta per descrivere lo stato di solitudine di fondo in cui si trovano gli esseri umani (e purtroppo questa pandemia ha accentuato ancora di più questa condizione di fragilità psicologica, di cui ne ho sofferto anch’io durante il primo lockdown, e non mi vergogno a dirlo) e denunciare l’ipocrisia di certe persone, che non perdono l’occasione di salire sul carro del vincitore per poi abbandonarlo nei momenti di debolezza e di sconfitta, specificando però che l’unico amico che resta sempre fedele in queste circostanze è un cane, perché gli animali hanno un cuore enorme a differenza degli umani, che spesso sono incapaci di provare empatia e sentimenti verso il prossimo.

Inoltre, trovo che questo gioiello sia ancora molto attuale, perché può anche essere visto come una denuncia contro qualsiasi forma di discriminazione e contro l’emarginazione di chi, magari per via del colore della pelle, dell’aspetto fisico, dell’orientamento sessuale o magari perché non segue le mode o i pensieri della massa, viene considerato un “diverso” da escludere dalla società.

Adesso, non vi resta che ascoltare attentamente questo capolavoro, perché vi farà riflettere!! Baci dalla vostra “Anna R”!!!

Riccardo Cocciante- “Era già tutto previsto”

Buonasera a tutti!!!

Oggi sono proprio contenta, perchè andrò a parlare del mio cantante preferito uomo, uno che ha dedicato la maggior parte della carriera a raccontare in modo crudo ed onesto le sofferenze amorose con una voce graffiante e ricca di pathos interpretativo. Avete capito di chi si tratta? Se non lo avete capito, ve lo dico subito: si tratta dell’immenso Riccardo Cocciante e il brano che andrò ad affrontare si intitola “Era già tutto previsto”!!

Questo autentico diamante, scritto dallo stesso Cocciante e da Marco Luberti e contenuto nell’album “L’Alba” (1975), tocca l’apice della rabbia e della disperazione amorosa (e qui siamo addirittura peggio di “Bella senz’anima” e “Quando finisce un amore”), perchè il protagonista, che viene prima illuso e poi tradito in malo modo dalla sua amata, cade in una depressione talmente estrema che, come viene detto nell’ultima parte del testo, pensa addirittura a lasciarsi morire, perchè la situazione è diventata ormai irrecuperabile.

Adesso però ascoltate bene questa meraviglia, perchè ne vale veramente la pena!!! Baci dalla Vostra “Anna R”!!!!!

Vasco Rossi- “La nostra relazione”

Buongiorno a tutti!!!

C’è per caso qualche fan di Vasco Rossi tra di Voi? Se sì, oggi Vi faccio un regalo preziosissimo proprio del mitico Vasco nazionale, perché questa è una delle  primissime canzoni del suo repertorio: il suo titolo è “La nostra relazione”!

Questa chicca è contenuta nell’album di chiara matrice cantautorale “…Ma cosa vuoi che sia una canzone…” del 1978, in cui i testi sono tutti scritti e musicati dal Komandante e gli arrangiamenti sono di Gaetano Curreri (per chi non lo sapesse, è il leader degli Stadio, gruppo che due anni fa ha vinto il Festival di Sanremo con “Un giorno mi dirai”).

Quando ho ascoltato per la prima volta questa perla, mi sono davvero commossa, perché racconta in modo crudo ma sincero un problema che ancora oggi accomuna molte coppie che stanno assieme da tanto tempo, ossia l’incomunicabilità e la mancanza di dialogo.

Nel testo, Vasco dice chiaramente alla sua donna che il loro amore è finito e che sta insieme a lei solo per abitudine, infatti è anche presente un clima di rassegnazione, perché ormai è inutile nascondersi visto che ormai la gente li vede sempre litigare per qualsiasi stupidaggine.

Adesso però non aggiungo altro, perché voglio che ascoltiate bene bene quest’autentica meraviglia, che toccherà sicuramente le corde più profonde della Vostra anima!!! Baci dalla Vostra “Anna R”!!!!!

Claudio Baglioni e Mia Martini- “Stelle di stelle”

Buonasera a tutti!!!

Dopo la pausa estiva, sono tornata finalmente con Voi!! Tenetevi forte, perché oggi parliamo di due autentici mostri sacri della musica italiana, che con la loro vocalità potente ed intensa hanno saputo raccontare i sentimenti e le loro infinite sfaccettature meglio di chiunque altro: stiamo parlando di Mia Martini e Claudio Baglioni, e il brano in questione si intitola “Stelle di stelle”.

Questa perla rara e preziosa è contenuta nell’album di Claudio Baglioni intitolato “Oltre”, concept album del 1990 in cui il cantautore si lascia andare a sonorità innovative e all’avanguardia, infatti sono presenti anche strumenti etnici (parere personale: io quest’album l’ho ascoltato e l’ho trovato davvero straordinario, anzi addirittura ho trovato che sia il migliore della sua produzione, quindi ve lo consiglio assolutamente!).

Adesso però concentriamoci sul gioiello di oggi (“Stelle di stelle” appunto), perché, appena l’ho ascoltato me ne sono subito innamorata per via delle sue venature jazz che contribuiscono a creare un’atmosfera davvero suggestiva, tipica da locale notturno per intenderci.

Esso si può considerare una vera e propria poesia in musica, perché al suo interno sono presenti alcune metafore che accostano le stelle dello spettacolo alle stelle del cielo, infatti gli artisti sperano di rimanere per sempre vivi con le loro opere e le stelle lo sperano con la luce che emanano, ed è proprio per questo che Baglioni nel testo dice che vuole essere un artista.

Un’altra cosa che mi ha colpito molto di questo pezzo è anche la sua linea melodica fortemente innovativa, infatti si sta parlando di un “duetto non duetto”,  in cui Baglioni segue la melodia principale e Mimì cerca con il suo controcanto di risollevare il suo pessimismo attraverso parole di speranza che ogni artista vuole sentirsi dire, visto che la strada per vivere di arte è lunga e tortuosa.

Adesso però basta chiacchiere, perché voglio che lo ascoltiate attentamente!! Baci dalla Vostra “Anna R”!!!!