Giorgio Gaber- “Io non mi sento italiano”

Buonasera a tutti!

Scusate, ma sono letteralmente INCAZZATA e sto meditando seriamente di lasciare questo paese (scritto volutamente in minuscolo), che ormai non mi rappresenta più in nessun modo.

Da dove nasce il mio sfogo? Da molte cose, ma la goccia che ha fatto letteralmente traboccare il vaso è stato l’annuncio del taglio al bonus “18app” ed ai fondi per il settore della cultura e dello spettacolo da parte di quei quattro dementi che abbiamo al potere.

Ebbene sì, io credo molto nel diritto all’istruzione ed alla cultura, visto che, a mio parere, sono gli unici mezzi che ci possono rendere veramente liberi, ed avendo amici musicisti, sono anche molto arrabbiata all’idea di vederli un giorno morire di fame, visto che hanno sempre vissuto d’arte.

Inoltre, sono sempre più convinta che, in questo maledetto paese in cui viene premiato chi bullizza gli altri e vengono proposti modelli di donne senza cervello e solo capaci di mostrare i loro fisici irraggiungibili e di ammiccare agli uomini, non ci sia spazio per donne come me che hanno passato tutta la vita a studiare ed ottenere certificazioni linguistiche e magari anche diplomi internazionali (come nel mio caso, visto che ho ottenuto un diploma di maturità italo-francese con quasi il massimo dei voti), ma che purtroppo non hanno il cosiddetto “physique du role” e non sono capaci a far cadere tutti gli uomini ai loro piedi (tra l’altro, io ho addirittura una preferenza per le donne), quindi penso che andarmene forse sia la scelta migliore!

A seguito di questo mio discorso, volevo appunto postare un brano di Gaber molto significativo ed in linea con il mio sfogo, il cui titolo è “Io non mi sento italiano”, che vi invito ad ascoltare, ringraziandovi in anticipo per il supporto che mi date sempre su questo mio blog, visto che per me voi siete gli unici diamanti in mezzo al letame!

Tiziano Ferro- “”Solo” è solo una parola”

Buongiorno a tutti!!

Oggi andrò ad occuparmi di una delle voci più uniche e particolari che abbiamo in Italia, nonché di un Artista che adoro moltissimo, visto che è capace di spaziare tra brani più ritmati e quasi R&B come “Xdono” e ballate strappalacrime come “L’amore è una cosa semplice”: come avrete certamente capito, sto parlando di Tiziano Ferro (a tal proposito, avete sentito che bomba è il singolo “La vita splendida”? E anche il suo ultimo album “Il mondo è nostro” è, a parer mio, il migliore della sua carriera, quindi vi invito ad acquistarlo) ed il brano oggetto di questo mio articolo si intitola “”Solo” è solo una parola” (2016), che è stato scritto interamente dallo stesso Tiziano e che è contenuto all’interno dell’album prodotto da Michele Canova “Il mestiere della vita”.

Il tema portante di questo gioiello di matrice urban è quello della solitudine, che è una delle piaghe sociali che più affligge la società odierna, ma quello di Tiziano è un invito alla rinascita (come si può dedurre dal gioco di parole presente nel titolo), soprattutto dopo la fine di una storia d’amore, che può lasciare nell’anima delle cicatrici indelebili e dei vuoti difficili da colmare (molto significativa ed ottimistica è, secondo la mia opinione, la frase iniziale del testo, che dice “Il cuore è andato in guerra, ma la vita non l’ho persa”).

Molto intenso è anche il videoclip, in cui Ferro e l’attrice Violante Placido sono protagonisti di una sfida dei sentimenti in cui si attraggono, si cercano e poi si respingono a vicenda, quindi guardatelo con attenzione, e poi fatemi sapere come voi reagireste di fronte alla fine di una storia d’amore!! Baci dalla vostra Anna R!!!

Stadio e Vasco Rossi- “Tutti contro tutti”

Buongiorno a tutti!!

Prima di iniziare, volevo solo dirvi che la mia scelta di pubblicare sul mio blog questo brano è ispirata alla famosa vicenda recente di Marco Bellavia (di cui saprete sicuramente già tutto, visto che la notizia era presente su tutti i giornali, quindi non sto a tediarvi), che, oltre ad avermi riaperto alcune ferite del passato, ha sottolineato ancora di più la superficialità di questo mondo, in cui tutti sono pronti a calpestarsi a vicenda pur di emergere, ed è proprio di questo che si occupa anche la perla di oggi, ossia “Tutti contro tutti”, che segna la seconda collaborazione degli Stadio con il Gigante del rock italiano Vasco Rossi (perché in realtà i due Artisti avevano già duettato nel 1984 nel brano “La faccia delle donne”), ed è contenuta nell’album “Miss Nostalgia” (2016).

Questo gioiello super rock scritto dal leader della band Gaetano Curreri con Saverio Grandi è appunto una denuncia verso la nostra società odierna basata più sull’apparenza che sull’essenza, che non sembra fatta per gli esseri umani puri, sensibili, intelligenti e di talento, perché a prevalere sono due tipi di persone, ossia coloro che vanno avanti grazie ad una serie di agganci giusti (ed è qui che entra in gioco il Blasco con l’emblematica frase “Non vince il più bravo, ma il più furbo di sicuro”), e coloro che sono intrise di superficialità, arroganza ed odio nei confronti di individui “colpevoli”, a loro dire, di avere dei modi di fare diversi dai loro standard, come è appunto successo nella casa del Grande Fratello Vip, in cui un branco di criminali ha letteralmente bullizzato e vessato un Uomo sensibile e perbene come Bellavia (ed appunto alla fine del brano Curreri dice una frase molto significativa, ossia “Bisognerebbe scoppiasse una rivoluzione, o che almeno tornasse la buona educazione”).

Scusate se mi sono dilungata con alcune considerazioni personali, ma il fatto è che questo brano lo sento molto mio, visto che in un certo senso ha un po’ a che fare con il mio vissuto, quindi adesso voglio che ascoltiate bene soprattutto il testo e che guardiate questo originale video diretto da Fabio Masi (che aveva già contribuito al video di un’altra canzone del mitico Vasco, ossia “Quante volte”)!! Baci dalla vostra “Anna R”!!!

Erminio Sinni- “L’amore vero”

Buongiorno a tutti!!

Oggi sono davvero felice, perché voglio parlarvi un po’ di un Artista con un’intensità vocale fuori dal comune e con una storia di vita davvero esemplare, visto che si tratta di un Uomo che si è fatto da solo nel vero senso della parola, data la lunga gavetta iniziata all’età di 18 anni nei pianobar di Roma (e che tra le altre cose ha anche fatto da corista all’immensa Mia Martini): avete visto “The Voice Senior”? Vi è piaciuto? Non so se avete capito, ma l’Artista in questione ha vinto la prima edizione di questo meraviglioso programma (ed era anche nel team del mio idolo Loredana Bertè!) ed il suo nome è Erminio Sinni.

Il brano che ho scelto per omaggiarlo come merita è stato scritto dallo stesso Sinni in coppia con un altro Gigante della musica italiana quale Riccardo Cocciante, e si intitola “L’amore vero”, che è contenuto all’interno dell’album del 1993 “Ossigeno” e che è stato presentato a Sanremo nello stesso anno, dove nella sezione “Giovani” si piazzo’ solo quinto (a parer mio ingiustamente, visto che avrebbe meritato certamente la vittoria), ma in compenso ottenne il Premio “Volare” per la miglior musica ed anche il premio per il miglior testo.

Questo diamante prezioso, che ha avuto un enorme successo in Sudamerica (complice anche il fatto che è stato utilizzato come colonna sonora della telenovela “Por amor a vos”), mi ha fatto commuovere dalla prima volta che l’ho ascoltato, perché descrive la fortuna di poter vivere quell’amore unico e speciale che, anche dopo anni, è capace di farci battere il cuore, ma che allo stesso tempo dev’essere alimentato al fine di farlo durare per sempre (emblematica e toccante è la frase “L’amore vero quando lo trovi tienitelo stretto/Non fargli mancare niente, coltiva una rosa per ogni difetto/E fallo crescere in buona terra e che l’acqua sia in abbondanza”).

Adesso però ascoltate bene il testo di questo gioiello cantato da questa voce da brividi!! Baci dalla vostra “Anna R”!!

Speciale “Mimi’ per sempre…1992”- “Dio c’è”/”Uomini farfalla”/”Il fiume dei profumi”

Buongiorno a tutti!!

Oggi concludiamo il nostro itinerario dedicato all’immensa Mia Martini parlando di un album molto importante nella sua carriera intitolato “Lacrime”, che è uscito nel 1992 e che contiene la celeberrima “Gli uomini non cambiano”, ma ovviamente, visto che il mio blog si occupa di tesori musicali nascosti, non mi occuperò di questo brano straordinario e famosissimo, perché voglio concentrarmi su tre brani semisconosciuti di questo album, ma che trattano tematiche profonde ed anche molto attuali, e che quindi meritano spazio: sto parlando di “Dio c’è”, “Uomini farfalla” e “Il fiume dei profumi”.

“Dio c’è” è un brano scritto da Mimmo Cavallo che si dimostra sin da subito coraggioso, perché qui la nostra Mimi’ tira in ballo Dio per denunciare con tutta la sua rabbia la superficialità che sta invadendo il mondo, che ormai non si fonda più sui sentimenti autentici (“Non ci sono più valori nella vita”), ma che è fatto solamente di ricerca del denaro (“E’ il desiderio del denaro che ci guida/Come un gas ci spinge su”) e di apparenza basata sul conformismo di massa (“Come indiani da riserva/Condannati in questa merda”), ed in effetti ci aveva visto lungo, infatti sono dell’idea che anche adesso stiamo vivendo in una società in cui tutti siamo omologati e che in fondo non ha mai accettato l’unicità dell’essere umano, quindi ascoltatelo tutta dall’inizio alla fine!!

Ora passiamo ad un altro gioiello di grande impatto emotivo scritto da Maurizio Piccoli e che doveva inizialmente essere presentato a Sanremo 1992, il cui titolo è “Uomini Farfalla”, che tratta un’altra tematica molto attuale (e questo dimostra anche il fatto di come la grande Mia Martini fosse già una persona con una mentalità molto più avanti rispetto a molti dei nostri politici italiani), ossia l’omosessualità, visto che la protagonista si concede a tutte le richieste dell’uomo di cui è follemente innamorata, tra cui anche l’incontro intimo con un terzo uomo, di cui la protagonista rimane fortemente affascinata, salvo poi rendersi conto che i due uomini non le davano attenzione perché attratti reciprocamente l’uno dall’altro (“Era dolce accarezzarsi/Fare un grande arcobaleno/Tenerezze quasi dure/Per un lampo di sereno”), condannando la protagonista alla solitudine (“Stasera qui mi trovo qualche amico in meno/E qualche buco in più nel cielo”), che qui viene accentuata e ben espressa da quest’interpretazione sublime!!

Ora terminiamo definitivamente il nostro itinerario con una gemma dolce e delicata scritta da Biagio Antonacci dal titolo “Il fiume dei profumi”, in cui la protagonista mantiene un rapporto epistolare con un uomo che in quel momento stava al fronte per combattere la guerra (e qui si presume che si parli della guerra del Vietnam, visto che il fiume dei profumi è quello che attraversa la città vietnamita di Hue), ma che allo stesso tempo ha deciso di sfruttare questa drammatica situazione per cercare di capire l’importanza del rapporto che ha con la sua donna sperando di tornare a riportarla a ballare come ai primi tempi della relazione, anche se poi viene assalito dal alcuni dubbi (emblematica è la frase “Ma ti ricorderai ancora di me?”): come vedete, anche qui siamo in presenza di un’interpretazione sublime, quindi ascoltate con attenzione!!

Bene, visto che l’itinerario speciale è terminato (e spero anche che lo abbiate apprezzato), ho ancora alcune domande per voi: quale dei tre brani postati oggi avete preferito? Avete mai vissuto una situazione simile a quella descritta nel brano “Uomini farfalla”? E in generale quale brano di Mimi’ vi è piaciuto di più tra tutti quelli che ho postato fino ad oggi?

Fatemelo sapere nei commenti, ed intanto, baci dalla vostra “Anna R”!!!

Speciale “Mimi’ per sempre”- “Libera”

Buongiorno a tutti!!

Il nostro itinerario per omaggiare l’immensa Mia Martini prosegue con un brano che adoro particolarmente e le cui tematiche stanno molto a cuore sia a me che alle Sorelle Bertè, visto che è un inno alla libertà (in particolare di noi donne) di essere e di amare chi si vuole: il suo titolo è appunto “Libera”, che è stato scritto da Luigi Albertelli su musica di Salvatore Fabrizio, e che segnò la prima partecipazione di Mimi’ all’Eurovision Song Contest del 1977 (la sua seconda partecipazione avvenne nel 1992 con il brano “Rapsodia”), in cui, anche se si classifico’ solamente al tredicesimo posto, ebbe un successo clamoroso, visto che venne tradotto in più lingue, tra cui l’inglese, il francese e lo spagnolo.

Questa gemma, che era originariamente una ballata, ma che poi venne riarrangiata in chiave disco music con sprazzi di soul e gospel per dare un tocco di internazionalita’ e di modernità, ha un testo molto accattivante e davvero all’avanguardia per l’epoca, visto che tratta tematiche prettamente femministe, come ad esempio il diritto delle donne di poter essere loro stesse andando dritte per la loro strada e fregandosene dei condizionamenti altrui (“Libera di parlare, libera di cercare/Di fare e di disfare, di esser soltanto me”) con un chiaro riferimento anche al diritto di abortire (“Libera di provare, libera di esser madre/Peccare o non peccare e di pagar da me”), che oggi alcuni schieramenti politici nel mondo stanno cercando di calpestare con ogni mezzo.

Adesso però mi rivolgo a voi: avete mai subito delle discriminazioni per il vostro orientamento sessuale, per il vostro aspetto fisico, per il vostro colore della pelle o semplicemente per il vostro modo di essere (es. stile di abbigliamento, gusti musicali, ecc)? E cosa ne pensate della deriva medievale in cui il mondo sta sfociando?

Fatemi sapere nei commenti, ed intanto scatenatevi con la voce e la grinta di questa Gigante della Musica Italiana!! Baci dalla vostra “Anna R”!!!

Speciale “Mimi’ per sempre”- “L’amore è il mio orizzonte”

Buongiorno a tutti!!

Continuiamo il nostro itinerario speciale con una vera e propria rarità in cui vengono mostrati a pieno tutti i colori della vocalità di Mia Martini, che qui riesce con agilità a passare da tonalità basse e scure a tonalità molto acute e brillanti dando sempre un forte significato ad ogni parola che canta: sto parlando del brano “L’amore è il mio orizzonte”, che è stato scritto da Nanni Carucci e da Claudio Daiano, e che è uscito nel marzo 1976 senza essere inserito in alcun album anche per via di una controversia legale con la casa discografica Ricordi (che Mimi’ aveva lasciato per entrare in RCA), ed infatti, a causa della scarsa promozione, non ottenne il successo che avrebbe certamente meritato, anche se anni dopo (precisamente nel 1995) venne inserito all’interno della raccolta postuma “Una donna, una storia”.

Come vi ho in qualche modo anticipato, qui siamo di fronte ad una delle composizioni musicali più sublimi di sempre, ed anche il testo è una vera e propria poesia, infatti contiene delle figure retoriche non banali: in particolare, io ho trovato davvero toccanti due frasi, ossia “Aprimi come un foglio/Leggi tra le pagine dei miei occhi” e “Fammi bella senza nubi/Come un cielo di gabbiani”.

Ora però non vorrei dilungarmi troppo, perché voglio che a parlare sia solamente la splendida e commovente voce di Mia!! Baci dalla vostra “Anna R”!!!

Ligabue e Mimmo Locasciulli- “Confusi in un playback”

Buon sabato a tutti!!

L’articolo di oggi è dedicato alla mia follower Margherita “Buonpalato”, che ha commentato con interesse alcuni miei articoli ed è una grandissima ammiratrice di colui che, insieme a Vasco, è l’esponente maschile più rappresentativo del rock italiano, ossia Ligabue, che ho deciso di omaggiare (visto che comunque piace molto anche a me), sperando di fare una cosa gradita.

Il brano in questione si intitola “Confusi in un playback”, che viene da me proposto nella versione di Liga in coppia con il cantautore abruzzese Mimmo Locasciulli, la cui vocalità profonda gli permette di affrontare in modo molto raffinato i mondi musicali più svariati creando delle eccellenti contaminazioni, come in questo caso, visto che rock e melodia si fondono alla perfezione.

Sapete perché sto parlando di “versione”? Perché, in realtà, questo diamante prezioso era stato originariamente interpretato in coppia con Enrico Ruggeri nella seconda metà degli anni ’80, ma nel 2016, Locasciulli, per celebrare i 40 anni della sua attività musicale, ha pubblicato il doppio album “Piccoli Cambiamenti”, che è un sorta di raccolta dei suoi più grandi successi riproposti in duetto con altri Artisti a lui molto legati, tra cui appunto il rocker di Correggio, che è da sempre molto grato al cantautore abruzzese, visto che è stato il primo a credere in lui dopo anni di porte sbattute in faccia.

Il testo di questo gioiello vuole invitare tutti noi a ricercare l’autenticità delle emozioni vere ed autentiche, e non preconfezionate con lo stampino come quelle proposte dai media, infatti qui il playback viene associato al gioco della vita, in cui i grandi si prendono la scena (“E i più grandi si prendono il campo/Tutto per sé”), impedendo così l’arrivo del futuro, e spesso sono le persone più fragili a risentirne (“E ognuno lascia un segno nelle persone più sensibili”).

A proposito, ho una domanda da farvi: voi tendete a manifestare le emozioni in modo esplicito oppure avete una tendenza all’autocontrollo?

Fatemelo sapere nei commenti, ed intanto godetevi questo magnifico video!! Baci dalla vostra “Anna R”!!!

Speciale “Caccia al tesoro- Edizione 2021”- “Tuttapposto” (Giordana Angi e Loredana Bertè)

Buonasera a tutti!!

Secondo voi, cosa succederebbe se mettessimo insieme una delle Artiste più talentuose ed originali uscite da “Amici” (Giordana Angi) e la Regina del Rock Italiano (Loredana Bertè)? Ovviamente, verrebbe fuori un duetto esplosivo, che viene appunto proposto in quest’ultima puntata del nostro itinerario, ed il cui titolo è “Tuttapposto”, che è tratto dall’album “Mi muovo” (2021), in cui la giovane cantautrice italo-francese si mostra in tutta la sua versatilità nello spaziare in generi musicali diversi tra di loro pur mantenendo la sua unicità con un tocco internazionale, infatti, non a caso, sia il brano che l’intero album vedono alla produzione due fuoriclasse come Zef e Robert Orton.

Questa perla è stata scritta dalla stessa Giordana insieme ad Antonio Iammarino su musiche di Stefano Tognini durante il periodo del lockdown, in cui la giovane cantautrice ha avuto la necessità di fare un viaggio dentro sé stessa, ma non se la sentiva di cantarla da sola, quindi ha deciso proporre a Loredana Bertè di duettare con lei, visto che l’ha sempre definita come “passato, presente e futuro della musica italiana” (infatti, anche durante il talent, si notava moltissimo la stima reciproca e la complicità tra le due Artiste).

Il brano in questione può essere considerato come un invito a vivere la propria vita al massimo senza freni e senza rimpianti (“Perché la vita è troppo breve/Per fare tutti i giorni/Quello che non ti conviene”) senza dimenticare di fare riferimento all’attualità, visto che la pandemia ci ha privati per troppo della libertà, che è un diritto essenziale ed inviolabile (significativa in tal senso è la frase iniziale “Staremo tutti appiccicati”).

Anche il videoclip diretto da Luca Vecchi riesce ad esprimere molto bene il concetto espresso dal titolo e dal testo, perché il protagonista è un uomo di mezza età che vive nell’insoddisfazione per non aver ottenuto ciò che voleva dalla vita, e quindi si rassegna al fatto di condurre un’esistenza monotona caratterizzata da ritmi frenetici per via del suo lavoro in ufficio, facendo finta che sia veramente “tuttapposto”: adesso quindi non vi resta che guardarlo ed ascoltare la meraviglia vocale di queste due Artiste (ed anche Donne) pazzesche!! Baci dalla vostra “Anna R”!!!

Speciale “Caccia al tesoro- Edizione 2021”- “Heat Above” (Greta Van Fleet)

Buonasera a tutti!!

Sicuramente vi starete chiedendo cosa significa il titolo di questo mio nuovo articolo: siete curiosi, vero? Bene, ve lo spiego subito: praticamente, si tratta di un nuovo itinerario speciale costituito da due puntate dedicate a due brani dell’anno scorso che non c’entrano nulla l’uno con l’altro (infatti questa che vi propongo oggi è una ballatona rock internazionale, mentre quella che vi proporrò nella prossima puntata è una canzone italiana più ritmica e vivace), ma che hanno in comune il fatto che sono stati ingiustamente sottovalutati dalle radio nonostante fossero, a parer mio, dei capolavori musicalmente ben costruiti. Come vedete nella seconda parte del titolo, il primo brano di questo mio itinerario è dei Greta Van Fleet e si intitola “Heat Above”, il cui album di appartenenza è “The Battle at Garden’s Gate” (2021), che è stato prodotto da Greg Kurstin (già collaboratore di Artisti del calibro di Paul McCartney, Foo Fighters ed Adele).

Il testo di questo gioiellino preziosissimo affronta la tematica relativa alla profondità dei sentimenti umani, narrando una storia che mette al centro la speranza di trovare ancora un po’ di pace e di amore in un mondo caratterizzato dai conflitti, dalle guerre e dalla tragicità degli eventi, come sta appunto accadendo dal 2020 ad oggi tra COVID-19 e guerra in Ucraina, infatti anche Sam Kiszka (bassista e tastierista della band) ne spiega il significato dicendo che “c’è ancora molto amore nel mondo sebbene non sembri così, ed il brano racconta proprio del cammino verso le stelle”. Questa situazione viene ben descritta musicalmente attraverso l’utilizzo dell’organo elettrico Hammond B3, che sembra quasi un omaggio ai Deep Purple, e che conferisce al brano delle sonorità talmente maestose ed eteree da farlo sembrare come la colonna sonora di un film.

Davvero notevole è anche il timbro vocale di John Kiszka (cantante della band), la cui potenza ricorda Robert Plant (cantante dei Led Zeppelin), quindi ascoltate bene, perché questo pezzo è incredibile!! Baci dalla vostra “Anna R”!!!