Rino Gaetano- “Escluso il cane”

Buona serata a tutti!!

Inizio subito col dirvi che avevo in programma di pubblicare un brano molto più allegro, ma dopo gli ultimi avvenimenti di cronaca internazionale (e sapete sicuramente cosa intendo), ho preferito pubblicare un brano più struggente di un cantautore che si è sempre distinto per i suoi testi apparentemente ironici, ma che in realtà si occupano di attualità e di tematiche sociali in modo veritiero e senza filtri (e che purtroppo ci ha lasciati troppo presto): sto parlando dello straordinario Rino Gaetano, ed il brano scelto si intitola “Escluso il cane”, che è contenuto all’interno dell’album più emblematico della sua discografia, il cui titolo è “Aida” (1977).

Questo diamante blues mostra una nuova sfaccettatura di Rino Gaetano, che utilizza un’inaspettata vocalità roca e sofferta per descrivere lo stato di solitudine di fondo in cui si trovano gli esseri umani (e purtroppo questa pandemia ha accentuato ancora di più questa condizione di fragilità psicologica, di cui ne ho sofferto anch’io durante il primo lockdown, e non mi vergogno a dirlo) e denunciare l’ipocrisia di certe persone, che non perdono l’occasione di salire sul carro del vincitore per poi abbandonarlo nei momenti di debolezza e di sconfitta, specificando però che l’unico amico che resta sempre fedele in queste circostanze è un cane, perché gli animali hanno un cuore enorme a differenza degli umani, che spesso sono incapaci di provare empatia e sentimenti verso il prossimo.

Inoltre, trovo che questo gioiello sia ancora molto attuale, perché può anche essere visto come una denuncia contro qualsiasi forma di discriminazione e contro l’emarginazione di chi, magari per via del colore della pelle, dell’aspetto fisico, dell’orientamento sessuale o magari perché non segue le mode o i pensieri della massa, viene considerato un “diverso” da escludere dalla società.

Adesso, non vi resta che ascoltare attentamente questo capolavoro, perché vi farà riflettere!! Baci dalla vostra “Anna R”!!!

Peppino Di Capri e Pietra Montecorvino- “Favola Blues”

Buona giornata a tutti!!!

Sanremo è finito da quasi una settimana (a tal proposito, siete soddisfatti dei vincitori, oppure, come me, preferivate qualcun altro/a? magari fatemelo sapere nei commenti), ma io ho ancora voglia di Festival, infatti il brano di cui andrò a parlarvi oggi è stato portato a Sanremo nel 1992 dal “Re del Twist Italiano” Peppino Di Capri in coppia con la graffiante Pietra Montecorvino, ed il suo titolo è “Favola Blues”.

Questo autentico diamante, che è contenuto all’interno dell’album di Peppino Di Capri “….E cerchi il mare” (1992),e che è stato scritto dallo stesso Di Capri in collaborazione con Mimmo di Francia e Fabrizio Berlincioni, racconta dell’amore più assoluto e più puro che possa esistere tra due esseri umani in un modo poetico ed originale attraverso immagini suggestive, come ad esempio il mare, i gabbiani, la nave ed il canto delle sirene, ed attraverso figure retoriche, come ad esempio l’ossimoro presente nel titolo, che indica il contrasto tra la “favola” (che è un qualcosa di gioioso e pieno di incanto) ed il termine “blues” (che letteralmente significa “malinconia”, ma che nel testo fa riferimento all’incertezza del mare, che può diventare impetuoso in caso di brutto tempo).

Adesso, non vi resta che ascoltare questo capolavoro e coglierne tutte le sfumature!! Baci dalla vostra “Anna R”!!!

Speciale “Una canzone per due”- “Love is a lie”/”Lacrime e buio” (Beth Hart/Iva Zanicchi)

Buona serata a tutti!!

Oggi concludiamo il nostro viaggio speciale tra le “canzoni per due”, ma voglio farlo in un modo un po’ insolito, perché questa volta partirò dalla cover per poi finire parlando della versione originale.

Avete presente la trasmissione televisiva “D’Iva”, andata in onda a novembre dell’anno scorso su Canale 5? Ve ne sto parlando perché è proprio questo meraviglioso programma a farmi scoprire questo capolavoro moderno, che è stato interpretato magistralmente dalla nostra Iva Zanicchi in una versione italiana intitolata “Lacrime e Buio”, il cui testo è del cantautore piacentino Daniele Ronda e la cui produzione è di Sandro Allario.

Questa versione, che è perfettamente cucita addosso alla voce potente ed alla personalità della nostra Iva, affronta il tema della violenza sulle donne, infatti la protagonista è una donna che, dopo aver subito angherie e soprusi, trova la forza di reagire e di liberarsi dal suo aguzzino, quindi adesso ascoltatela, perché l’interpretazione è davvero sublime!!

Come vi ho già detto, quella di prima era solo una cover, perché in realtà si tratta di un brano dalle sonorità blues e rock tipiche dello stile di Janis Joplin (infatti, al primo ascolto, questo pezzo mi ha ricordato moltissimo “Kozmic Blues” e “Ball and Chain”) interpretato originariamente dalla cantautrice statunitense Beth Hart e contenuto all’interno del suo album “Fire on the Floor” (2016), che viene inciso dopo un periodo molto difficile della sua vita (infatti il suo produttore era in punto di morte), ed in cui viene mostrata la versatilità nell’affrontare vari generi musicali da parte della Hart, il cui timbro graffiante e la cui intensità interpretativa mi ricordano le grandi voci del blues, del jazz e del rock del secolo scorso, come ad esempio Billie Holiday, la stessa Janis Joplin ed Etta James.

In questo gioiello, a differenza della versione della Zanicchi, viene affrontato il tema dell’amore, ma, come si può intuire dal titolo, non si parla di quell’amore romantico da far venire le farfalle nello stomaco e destinato a durare per sempre, ma di un amore che ferisce nel profondo dell’anima facendo del male, e l’Artista, con il suo timbro ruvido, riesce perfettamente a far recepire all’ascoltatore il messaggio che l’amore in realtà è soltanto un qualcosa di illusorio (una bugia, appunto).

Mi sa proprio che ho detto tutto, quindi adesso ascoltate anche il brano originale (e magari fatemi sapere nei commenti quale versione preferite)!! Baci dalla vostra “Anna R”!!!

Speciale “Una canzone per due”- “You don’t love me” (Dawn Penn/Emma Marrone)

Buongiorno a tutti!!

Il nostro itinerario speciale arriva oggi in Giamaica con un brano sensuale e pieno di groove del 1967 cantato originariamente da Dawn Penn e scritto in collaborazione con Bo Diddley e Willie Cobs: sto parlando di “You don’t love me (No no no)”, la cui produzione è stata curata da Steely & Clevie, e che ha una costruzione musicale davvero interessante, infatti questo gioiellino inizia con un rullo di tamburi ed una linea di basso per introdurre la voce sognante della Penn, che sottolinea il fatto che farebbe qualunque cosa pur di soddisfare il suo uomo, anche se è consapevole di non essere amata abbastanza.

Nel 1994, dopo una pausa lunga 17 anni, la Penn, su proposta dei discografici, decise di incidere una nuova versione dancehall del pezzo, che divenne un successo commerciale in tutto il mondo, infatti riuscì a scalare le classifiche raggiungendo traguardi importanti, come ad esempio la posizione numero 3 nel Regno Unito, la top 20 in Austria e Svizzera, la top 40 nei Paesi Bassi e in Nuova Zelanda, e la posizione numero 58 della classifica “Billboard Hot 100” negli USA.

Inoltre, come se non bastasse, la rivista “NME” ha classificato “You don’t love me” al numero 24 nella lista delle 50 migliori canzoni del 1994, mentre “Q Magazine” ha inserito la canzone al numero 477 nella lista delle 1001 migliori canzoni di sempre nel 2003, quindi adesso voglio che ascoltiate attentamente la versione originale.

Nel corso degli anni, sono state fatte numerose versioni di questo diamante, tra cui quella di Rihanna, quella di Beyonce, e soprattutto quella dell’italianissima Emma Marrone, la cui versione cantata per la prima volta durante l'”Adesso Tour” mi ha davvero stupita, perché la nostra “Brown” è riuscita a rivisitare il brano in maniera eccellente, trasformandolo in un pezzo rock-blues quasi in stile Woodstock, quindi godetevela, perché rimarrete estasiati anche voi da una tale grinta e da una tale sensualità!! Baci dalla vostra “Anna R”!!!

The Showmen- “Basta che mi vuoi”

Buonasera a tutti!!! Dopo un periodo dedicato allo studio, sono pronta a tornare e regalare perle apposta per Voi!!

Vi ricordate il programma televisivo “The winner is”, andato in onda l’anno scorso e condotto da Gerry Scotti? Bene, io l’ho seguito e in particolare mi ha davvero impressionato un artista campano (che poi è stato il vincitore dell’intera edizione, e sono contenta perchè tifavo per lui) la cui voce è davvero un qualcosa di unico e mai sentito prima: il suo nome è Salvatore Lampitelli, in arte “Sabba”.

Voi magari penserete che ciò che ho scritto fino ad ora in questo articolo non c’entra con il mio blog, invece vi sbagliate, perchè è grazie a questo ragazzo, anzi questo fenomeno (dico così perchè la sua interpretazione è stata un qualcosa di superlativo), che ho scoperto il brano di cui Vi parlerò adesso, che si intitola “Basta che mi vuoi”, i cui interpreti originali sono gli Showmen, gruppo musicale in voga negli anni ’60 che mescolava sonorità blues a melodie italiane e che purtroppo si è sciolto troppo presto (precisamente all’inizio degli anni ’70).

Questo diamante della musica, scritto da Giuseppe Cassia e Vito Tommaso e contenuto nell’album “The Showmen” (1969), mostra tutte le sfumature della graffiante voce di Mario Musella (cantante della band), che parte pianissimo per poi toccare vette incredibili di pura voce e pura interpretazione: insomma, da pelle d’oca, quindi ascoltatelo perchè merita davvero!!! A presto e baci dalla Vostra “Anna R”!!!!

Questa è la versione originale:


Questa invece è la versione di Sabba, vincitore di “The winner is”:

Python Lee Jackson-“In a broken dream”

Buonasera a tutti,

scusate ancora per le mie frequenti assenze, ma i motivi di queste assenze sono spiegate nel precedente articolo.

Oggi è il turno di un’altra “perla” straniera che, confesso, all’inizio non conoscevo, ma poi l’ho ascoltata in un programma televisivo intitolato “Music” (con Paolo Bonolis su Canale 5) e mi ha letteralmente conquistata.

Questo brano si intitola “In a broken dream” e fu inciso nel 1972 dalla band australiana Python Lee Jackson in collaborazione con Rod Stewart. Esso in realtà venne però scritto negli anni ’60 da Dave Bentley, tastierista del gruppo, che decise di farlo cantare a Rod Stewart, ritenuto più adatto a cantarlo. Esistono anche altre versioni di questa canzone, se vi interessano, ossia quella della rock band Thunder nel 1995 e quella di Kathryn Williams nell’album di cover “Relations” del 2004.

La versione più recente di questa meraviglia rock-blues però è quella che ho sentito io a “Music”, ossia quella di Simon Le Bon, che mi ha fatto venire davvero la pelle d’oca.

Come sempre Vi auguro buon ascolto!!! Baci dalla Vostra “Anna R”!!!!

Questa è la versione originale:

 

Questa è invece la versione di Simon Le Bon, che ho voluto anche postare per i brividi che mi ha fatto venire:

Janis Joplin-“Kozmic Blues”

Buonasera a tutti!

Vi sono mancata? Se sì, vi dico subito che a causa di impegni scolastici (quest’anno sono anche impegnata con la scrittura della tesi di laurea) non posso essere sempre presente, ma quando trovo il tempo (come adesso) continuo a pubblicare le mie “perle” per Voi!

Oggi ci spostiamo all’estero con la mia cantante straniera preferita, la cui voce è potentissima e caratterizzata da una grande forza interpretativa e da intense sfumature di rock e di blues, ossia Janis Joplin.

Il capolavoro di oggi si intitola “Kozmic Blues”, tratto dall’album “I Got Dem Ol’ Kozmic Blues Again Mama!” del 1969 (il primo della cantante senza la sua storica band “Big brother and the holding company”). Questo brano, scritto dalla stessa Joplin, è stato considerato il testamento della cantante, la cui vita è stata caratterizzata da solitudine e fragilità, infatti il testo dice all’inizio “Time keeps moving on, friends they turn away” (il tempo continua a scorrere, gli amici si allontanano). Esso venne anche presentato durante il festival di Woodstock del 1969 e ancora oggi questa performance è considerata una delle sue migliori esibizioni.

Non voglio aggiungere altro, se non augurarVi buon ascolto! Baci dalla Vostra “Anna R”!!!

 

Albano-“La siepe”

Buona domenica a tutti Voi!

Oggi voglio concentrarmi su un artista che mi è sempre piaciuto, perchè è uno dei pochi artisti che nel modo di cantare ha saputo mescolare tecnica e cuore: Albano.

Però non voglio proporVi uno dei suoi successi già sentiti e strasentiti (anche perchè proporre canzoni che tutti conoscono non è lo scopo di questo sito), ma una delle sue canzoni più interessanti e particolari, ossia “La siepe”.

Questo brano, scritto da Vito Pallavicini e Pino Massara, fu presentato a Sanremo nel 1968 da Albano accompagnato da Bobbie Gentry (per chi non lo sapesse, è la cantante di “Ode to Billie Joe”) che, anche se non si è classificato sul podio, a parer mio meritava di salirci, sia per il significato del testo (infatti in questo brano Albano ringrazia sua madre per gli insegnamenti ricevuti ma che ora è pronto a camminare da solo anche grazie a lei) sia per la struttura melodica, ossia un mix tra blues e gospel.

Quindi adesso non mi resta che augurarVi un buon ascolto di questa canzone straordinaria!!!! Baci dalla Vostra “Anna R”!!!!

Mina-“Il pazzo”

Buonasera a tutti,

oggi iniziamo il nostro viaggio all’interno dei “tesori musicali nascosti”.

Ho voluto appunto iniziare da colei che è considerata la più grande cantante italiana di tutti i tempi, ossia la “Tigre di Cremona” Mina.

Il brano che ho deciso di farVi ascoltare oggi si intitola “Il pazzo”, scritto dal grande Giancarlo Bigazzi e tratto da “Veleno”, album del 2002 in cui le canzoni sono di chiara matrice cantautorale e gli arrangiamenti sono molto raffinati. Questo è un brano d’autore contraddistinto da intense venature blues.

Mi raccomando, ascoltatelo bene, perchè fa davvero venire la pelle d’oca, infatti io ho i brividi ogni volta che lo ascolto!!

Vi saluto e buona visione!

Baci dalla Vostra “Anna R”!!!