Speciale “Sanremo 2003”- “Moriro’ d’amore” (Giuni Russo)

Buona giornata a tutti!!

Il nostro itinerario speciale dedicato all’edizione 2003 del Festival di Sanremo termina oggi con un omaggio ad un’Artista dotata di un’estensione e di una duttilità vocale uniche al mondo che le consentivano di spaziare nei generi musicali più svariati (tra cui anche la musica sacra) e di effettuare facili cambi di registro (emblematica è stata la sua riproduzione del verso del gabbiano in una sua famosa hit estiva): sto parlando dell’ineguagliabile Giuni Russo, ed il brano che ho scelto per omaggiarla non poteva che essere quello che io definisco come il suo “testamento spirituale”, ossia “Moriro’ d’amore”, che è stato scritto alla fine degli Anni ’80 con Maria Antonietta Sisini (sua storica compagna di vita) e Vania Magelli, mentre gli arrangiamenti sono di Roberto Colombo e di Franco Battiato, che hanno vinto il “Premio Volare per il Miglior Arrangiamento” durante la famosa kermesse canora.

Il tema portante di questo diamante è l’amore, che in questo caso non viene visto come un qualcosa di romantico verso un’altra persona, bensì viene visto come un qualcosa di tipo spirituale e trascendentale, infatti, durante le ultime performance dal vivo, Giuni alzava gli occhi al cielo verso l’Altissimo quando cantava il ritornello “Moriro’ d’amore/Moriro’ per te”, ed anche nelle altre parti del testo sono presenti citazioni di Santa Teresa d’Avila e di San Giovanni della Croce, in modo da sottolineare ancora di più questa spiritualità.

Dopo che il brano venne scartato dalla Commissione Festivaliera per ben due volte (nel 1989 e nel 1997), alla fine del 2002, Giuni, che nel frattempo stava già combattendo contro un brutto cancro al cervello, decise di contattare personalmente Pippo Baudo (conduttore e direttore artistico della kermesse), che finalmente decise di ammetterla in gara, quindi l’Artista pote’ tornare nel 2003 sul palco dell’Ariston dopo ben 35 anni di assenza, dove si esibi’ con il volto segnato dalla chemioterapia e la testa calva dipinta con tatuaggi color henne’, e questo sottolineo’ ancora di più la tragicità della sua interpretazione, che ebbe un ottimo riscontro da parte del pubblico e della critica.

L’Artista si spense poi nella notte tra il 13 ed il 14 settembre 2004 all’età di 53 anni, ma la sua musica resterà per sempre immortale, così come questa canzone, che dovete assolutamente ascoltare e portare con voi nel vostro personale bagaglio musicale!! Baci dalla vostra “Anna R”!!!

Biagio Antonacci e Franco Battiato- “Aria di Cambiamento”

Buona giornata a tutti!!

Oggi voglio parlarvi di un brano la cui tematica è più che mai attuale, visto che potrebbe anche collegarsi a tutto quello che sta succedendo nel mondo, e che vede per la prima volta Biagio Antonacci nella veste di puro interprete (perché fino ad allora Biagio scriveva da sé i suoi brani): sto parlando di “Aria di cambiamento”, che è contenuto all’interno della raccolta antologica “Biagio” (2015) e che Antonacci definisce come il più grande capolavoro che lui abbia mai cantato, anche perché porta la firma prestigiosa del mito Franco Battiato (che è da sempre l’idolo di Biagio) in collaborazione con Juri Camisasca.

In questo gioiellino, viene trattato il tema del passaggio nella vita dell’essere umano, che viene vista solamente come un percorso, e non di certo come l’eternità (come viene evidenziato dalla frase “Siamo solo di passaggio/Siamo esseri senzienti/Prigionieri”), e come vi dicevo all’inizio, questa tematica potrebbe essere più che mai attuale, visto che dal 2020 le nostre vite sono state improvvisamente stravolte da eventi tragici come l’esplosione della pandemia COVID-19 ed ora la guerra in Ucraina (a tal proposito, mi ha colpito molto la frase “Presto il vento d’Occidente/Porterà senza far rumore/L’aria del cambiamento”).

Adesso, voglio che voi ascoltiate attentamente questa meraviglia, perché vi farà riflettere!! Baci dalla vostra “Anna R”!!!

Franco Battiato- “Gli uccelli”

Buonasera a tutti!!!

Oggi continuiamo il nostro viaggio con un omaggio ad uno dei cantautori più colti e raffinati che l’Italia abbia mai avuto, vista anche la sua capacità fuori dal comune di accostare le citazioni “alte” con le citazioni “basse” (come ad esempio in “Bandiera Bianca”), ossia l’immenso Franco Battiato, e per l’occasione ho scelto “Gli Uccelli”, che, a parer mio, è uno dei brani più poetici e commoventi della sua discografia (oltre ad essere il mio preferito in assoluto).

Questo diamante, scritto dallo stesso Battiato con arrangiamenti di Giusto Pio, è contenuto nell’album “La Voce del Padrone” del 1981, che, oltre ad essere l’album più rappresentativo della carriera del nostro Franco nazionale, è anche uno dei “must” della musica italiana (e che tutti dovrebbero ascoltare almeno una volta nella vita).

Le atmosfere di questa autentica meraviglia, che sono quasi oniriche e celestiali, costituiscono un vero e proprio elogio nei confronti del volo armonico e geometricamente perfetto di queste creature così misteriose quali sono gli uccelli, il cui canto viene rielaborato al termine del brano attraverso i flauti, mentre per riprodurre il battito delle loro ali, sono stati utilizzati strumenti elettronici.

Adesso però non aggiungo altro, se non di godervi dall’inizio alla fine questo capolavoro (e magari commuovervi come succede sempre a me quando lo ascolto).

Baci dalla vostra “Anna R”!!!